Gestione del credito anomalo: prevenire è meglio di NPL

Le recenti evoluzioni normative in materia di gestione del credito anomalo, quali i recenti Consultation Papers dell’EBA e l’Addendum BCE, assieme all’entrata in vigore del nuovo standard contabile internazionale IFRS 9, stanno spingendo le istituzioni finanziarie a rivedere i propri processi di Collection con il fine di migliorare non solo i recovery rate ma anche quello di ridurre il costo del credito, apportando benefici in termini di accantonamenti patrimoniali.

La revisione del framework normativo operata dalle Authority di settore influenzano inoltre le politiche di forbearance, sempre più volte a massimizzare gli interventi sul proprio portafoglio con una proattiva gestione degli outsourcer.

CRIF e CRIBIS Credit Management - sulla base del nuovo Impairment Model, della conseguente classificazione dei crediti in tre livelli (stage) e delle distinte metodologie di calcolo delle perdite da rilevare - propongono un nuovo approccio di recupero basato su una segmentazione Risk-based del portafoglio. Risulta strategica quindi la necessità di adottare una politica di gestione del credito sempre più orientata verso la riduzione dei tempi di intervento per evitare lo scivolamento delle posizioni a sofferenza.

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